Disegni del cuore – di ramia Carlo

Avevo sei anni quando cominciai più seriamente a sentire parlare di Dio, erano gli anni ’70. Come molti bambini della mia età, con l’inizio dell’anno scolastico, scuola primaria, si veniva introdotti alla formazione spirituale, catechismo, percorso che ti accompagna nelle sue fasi ai sacramenti della Chiesa cattolica.

Il sabato pomeriggio mi preparavo: quaderno, astuccio di stoffa e un libricino fornito dalla parrocchia, il tutto legato da una cintura-elastico color bandiera americana, faceva davvero un gran figo!

Libretto del catechismoQuel libretto “IL CATECHISMO DEI FANCIULLI”, che qualcuno magari ricorderà, era parte di una collana di tre edizioni: “Io sono con voi”, “Venite con me”, “Sarete miei testimoni”. Capirete che per me era un’ora di attesa, aspettando di uscire per tornare a giocare.

L’argomento e quei testi non mi aiutavano, era facile distrarsi e le spiegazioni delle insegnanti, molto pazienti, sostenute a volte dai don – Abramo e il vice Marco – erano per me questioni lontane.
Racconti, parabole della vita di Gesù che a malapena sfioravano la mia attenzione, se non altro per la presenza di quei sacerdoti che incutevano timore e rispetto.

Vista la mia scarsa propensione all’ascolto, non posso dire di essere stato un buon allievo, fui però attratto, colpito dai colori intensi e dalle pennellate veloci ma precise dei disegni che illustravano quei testi.

Ogni immagine raffigurava quel personaggio (Gesù), che riusciva straordinariamente a radunare accanto a sé il calore e la passione di così tante persone, questo sì che mi affascinava e mi faceva viaggiare con la fantasia.

Ecco, in questo 25° anniversario di sacerdozio, sorrido ricordando quell’infanzia spensierata, ma, guardando più lontano, rifletto su “quell’incontro” tutto mio e speciale e riconosco delle similitudini in questa “mia nuova vita” con quei tre titoli de “IL CATECHISMO DEI FANCIULLI”.

Libretti del catechismo

Non sarei sincero se dicessi che ho cercato, posso piuttosto dire che ho incontrato Roberto, e non capii subito l’importanza di tale evento.

Qualche tempo fa mi sono detto: «Per come sono io, se Dio mi avesse fatto un disegno, avrei avuto qualche facilitazione e magari impiegato meno tempo nell’avvicinarmi a Lui».
Con Swami ci si immerge concretamente nella Provvidenza, si apre il cuore all’amore universale, senza barriere, si guarda negli occhi la sofferenza, si impara che il bisogno e i bisognosi non possono attendere…

Non basterebbe un’intera enciclopedia piena delle più belle illustrazioni per raccontare le emozioni, i sentimenti e soprattutto la continua meraviglia nel poter condividere questa grande opportunità; questi sono i colori più belli e le pennellate migliori della mia vita!

Con immensa gratitudine
ramia Carlo Bertacche

Leini, 25 dicembre 2020