Leinì, 1 maggio 2008
Il 1 maggio 1993 sono diventato monaco Ramia. Oggi è per me un’ulteriore giorno di ringraziamento e di preghiera.
Sono passati 15 anni dalla mia consacrazione. Voi non ci crederete, ma per me questo tempo è veramente volato. Ho qualche rimpianto? Sì! Ne ho uno: non aver ascoltato mia sorella Marina quando mi parlava di Swami Roberto qualche anno prima che io decidessi di conoscerlo.
“Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo” e accadde così che maturai e scelsi di lasciare il mio lavoro nel mondo, per dedicarmi totalmente ad un lavoro per il mondo: servire il Signore nel prossimo che attende aiuto.
Scelsi di incominciare ad amare, oltre alla mia famiglia, la più grande famiglia: l’umanità. Scelsi di iniziare un cammino interiore per cercare di diventare un uomo migliore.
Dopo 15 anni di sacerdozio, continuo a rinnovare la mia volontà di essere strumento di pace e amore per tutti, ricominciando ogni giorno come fosse il primo.
Ho tanta gioia nel cuore perché nel tempo i miei familiari hanno compreso la mia scelta di vita. Anche mio zio Don Bruno, Arciprete di Pievebelvicino, oggi è fiero di me e so che stima moltissimo i miei confratelli, che ha desiderato incontrare in più occasioni.
Ringrazio tutti voi, cari ramirici, cari fedeli, per il sostegno che mi date con le vostre preghiere, e vi ringrazio perché “sopportate” qualche mia “stecca canora” durante la celebrazione delle preghiere. Ma come si sa, quando si loda il Signore con il canto, non importa se qualche volta si stona con la voce; l’importante è non stonare con il cuore.
Ramia Claudio Guiotto