Valeria Caponnetto Delleani: “…mi informa dell’esistenza di alcune lettere”
La mia ricerca spirituale è cominciata con le domande. Prima ancora di chiamarla “ricerca spirituale” era una ricerca di “qualcosa”. Questo “qualcosa” comprendeva il mio sviluppo personale, conoscere me stessa e avvicinarmi a Dio. Ero in cerca di risposte che armonizzassero tutti questi aspetti in un’unica visione e che rendessero possibile la convivenza della ragione con la fede.
E così è stato un dono immenso per me giungere nella Chiesa di Anima Universale e trovare una guida preziosa e rara come il Maestro Roberto che, con i suoi insegnamenti e attraverso il darshan, risponde ininterrottamente alla mia sete di conoscenza.
A testimonianza dei grandi aiuti che si possono ricevere anche durante le ritualità, desidero condividere un’esperienza personale che mi ha permesso di superare il senso di vuoto causato dalla morte di mio padre, in particolare con quanti hanno vissuto il dolore della perdita di un caro, sentendone l’irrimediabile mancanza.
Quando avevo 13 anni mio padre si ammalò di leucemia e lo vidi una sola volta durante la sua malattia e prima della sua morte. La notizia della sua scomparsa mi turbò profondamente, facendomi sentire piccola e impotente. Sono cresciuta pensando alle molte cose che avrei voluto dirgli, con il dolore di chi pensa di non poter recuperare ciò che crede perso per sempre. La mia amarezza era amplificata dal fatto che di lui non mi rimaneva nulla, se non i ricordi che custodivo nel cuore e purtroppo anche i parenti paterni erano a me sconosciuti, di loro sapevo solamente che vivevano nella mia città.
Nel silenzio pregavo forte che il mio cuore incontrasse quello di mio padre e nell’invisibile gli parlasse di me, di come ero cresciuta nel dispiacere di non avergli detto “ti voglio bene”. La mia fede mi faceva credere che questo mio messaggio lo avrebbe raggiunto, ma rimaneva quel vuoto incolmabile dato dalla sua assenza, in perenne attesa di riposta.
Un giorno di dicembre, sotto le feste natalizie, mia madre viene tamponata con l’auto da una donna, che si scopre essere una cugina di mio padre e con la quale nasce una stupenda amicizia. Attraverso di lei ritrovo una parte della famiglia paterna e conosco Anima Universale.
Inizio a sentire mio padre molto vicino e decido di ricordarlo con il rito per i defunti, pensando di comunicargli il mio “ti voglio bene” una volta ancora.
Alla fine della preghiera ramia Franco mi riferisce un messaggio da parte di mio padre, una conferma, finalmente, che il mio ti voglio bene era ascoltato e ricambiato. Mi informa dell’esistenza di alcune lettere per me scritte da lui. Inizio le mie ricerche chiedendo ai parenti, ma non trovo nulla, intanto passano alcune settimane.
Un sabato mattina mi contatta telefonicamente un caro amico di gioventù di Umberto, mio padre, che desideroso di risentirlo dopo trent’anni di silenzio, si mette sulle sue tracce (sottolineo che la mia linea telefonica era attiva solo da un paio di settimane, quindi difficilmente reperibile). Gli spiego di essere la figlia e lo informo della morte di mio padre. Lui molto dispiaciuto ricorda la loro bella amicizia, il tempo passato insieme, la sua voglia di vivere. Così mi racconta di alcune lettere che si scrivevano, nelle quali scherzosamente papà parlava di se e dalle quali traspariva tutto il suo entusiasmo per la vita. Conclude dicendomi : “vorrei proprio che le leggessi, anzi, te le mando, perché secondo me è giusto che le abbia tu”. E così è stato. La mia gioia nell’aprire quelle lettere mi riportava al punto in cui le parole si erano fermate, per aggiungerne miracolosamente altre a colmare finalmente quel lago di solitudine, completando così un discorso di vita e di amore interrotto. Riconoscendo la sua scrittura e il suo modo di scherzare tra le righe, sentivo la gioia conquistare il mio cuore e il conforto di una risposta concreta della sua presenza che mi diceva che nulla e’ veramente perso e che lo spirito non ha limiti.
Oggi, grazie ad Anima Universale e al mio Maestro, credo nel potere immenso dell’Amore, una chiave miracolosa che può permetterti di leggere la tua esistenza come la nota di una sinfonia perfetta, nonostante le difficoltà e i dolori e, mentre imparo ogni giorno qualcosa, cresce in me la certezza di vivere nella fortezza della presenza di Dio.
Valeria Caponnetto Delleani
Torino, 26-10-2007
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