Umberto Faccio: tutto il male in me sparì

Vorrei raccontare di una grazia che ho ricevuto quest’estate.
Tutto è cominciato verso la fine di luglio con della febbre e una presunta gastroenterite che mi tenevano a letto sotto le cure di mia moglie. Ma durante una notte vi fu un peggioramento e così decidemmo di chiamare il 118. Quella notte del 21 luglio 2013, dopo vari accertamenti da parte del personale del Pronto Soccorso, fui ricoverato d’urgenza nel reparto di Medicina dell’ospedale di Castelfranco Veneto. Nei giorni successivi, nonostante la terapia e altri controlli, non riuscivano a capire il perché di questo malessere e dei dolori sempre più forti all’addome. Così decisero di procedere con una colonscopia.
Ma, nella notte precedente l’esame, qualcosa di insolito già successe. Il mio compagno di stanza chiamò l’infermiera affinché mi controllasse perché mentre dormivo il mio respiro era strano. Avevo acqua nei polmoni, ma grazie alla chiamata veloce del mio vicino di stanza e alla prontezza e bravura dell’infermiera mi salvai. E con questo spavento nel cuore di chi si è visto di fronte alla morte, ma allo stesso tempo con la felicità di essere ancora lì, con la consapevolezza che c’è qualcuno al mio fianco, eseguii l’esame della giornata. Trovarono un ascesso all’appendice, ma per capirne di più sulla gravità decisero il giorno seguente di eseguire una TAC all’addome. Ahimè, dopo la TAC di quel venerdì mi dissero che avevo un tumore. Eppure mi sembrava di stare sempre meglio, pensavo che mi avrebbero lasciato presto tornare a casa. Nei giorni successivi avevo anche un appuntamento con i Ramia. Ma non potevo fare molto, avevo un tumore. I medici allarmati programmarono per la settimana che seguiva un intervento importante di 4/5 ore con i due migliori chirurghi. Mi trasferirono quindi al reparto di chirurgia e al colloquio con i Ramia feci andare mia moglie. Lei andò martedì 30 luglio e del mio intervento ancora nulla. Già, passarono il lunedì, e anche il martedì e non fu svolto nessun intervento. Arrivò anche mercoledì, ma invece dell’importante intervento mi eseguirono un’ecografia di controllo. Risultò negativa. Non c’era più nulla? Ne eseguirono un’altra più avanti. Nulla. Non c’era più nulla. E anche i dolori all’addome e la febbre progressivamente scomparvero. Sì, davvero. Ero guarito. Il 7 agosto fui rimandato a casa. E tutto tornò come prima.
Ora non posso sminuire il tutto e dire che è stato solo un brutto incubo. Non posso far finta di non aver notato che il mio credere e la mia fede mia fede mi hanno portato una grazia. Ho sempre tenuto con me la foto del mio Maestro Roberto e nonostante tutti gli esiti, positivi e negativi, io lo so, lui era con me. Io sentivo qualcuno che ad ogni esame mi accompagnava, sentivo una forte presenza. E poi, come non notare che dal giorno in cui mia moglie andò al colloquio con Ramia Mario tutto cambiò e pian piano tutto il male in me sparì.

Umberto Faccio

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