Chantal: il chirurgo insistette dicendomi che era impossibile che io non avessi male

Da quando ho incontrato Swami Roberto, la mia vita ha preso un nuovo senso, più vero e più profondo, come se infine avessi trovato ciò che mi mancava.
Io ho una malattia auto-immune e Swami non ha mai smesso di aiutarmi a partire dalla prima volta che l’ho incontrato nel Novembre 2003.
Malgrado le prove e i dolori ho potuto fare un mucchio di cose che le persone ammalate non possono fare, al punto che io non mi sono più considerata ammalata.
In questi due ultimi anni ho dovuto subire delle prove molto difficili perché un’infezione purulenta ha richiesto tre interventi chirurgici con grandi dolori, che io non potevo calmare perché vomitavo ogni medicina.

La quarta ed ultima operazione nel novembre 2013, causata da una lacerazione addominale dovuta alle crisi di vomito estreme e alle infezioni purulente ripetute durante 8 mesi, è stata per me un’angoscia.
Non potevo assumere dell’antalgico… ma era necessario che non vomitassi più.
Sono entrata in sala operatoria abbastanza angosciata, avendo come unico riferimento il volto di Swami.
Tutto è andato bene e, malgrado un risveglio poco piacevole, riuscivo a sopportare il dolore.
Quando l’infermiera è venuta per darmi la prima dose di antalgico per endovenosa, io l’ho rifiutato con la promessa che l’avrei chiamata se avessi avuto male.
In ogni caso, c’era un’altra dose di antalgico prevista per la notte e, se avessi avuto male, lei avrebbe avuto la possibilità di darmela.
Lei accettò a fatica il mio rifiuto.

Grazie all’aiuto di Swami, non ho preso alcun antalgico.

I giorni seguenti, il mio chirurgo mi chiese perché non avessi preso l’antalgico e si inquietò all’idea che io avessi sofferto troppo.
Io gli risposi che, dopo il mio risveglio dall’operazione, tutto era stato per me sopportabile e allora avevo evitato i medicinali per non vomitare.
Lui mi confermò che era imperativo evitare di vomitare, altrimenti i punti rischiavano di lacerarsi e allora avrebbe dovuto rifare l’operazione.
Comunque insistette dicendomi che era impossibile che io non avessi male, perché questa operazione era la più dolorosa che lui praticasse e, in più, la mia lacerazione muscolare addominale era totale, il che aveva complicato l’operazione rendendola molto più dolorosa.
Nonostante ciò, tutto fu sopportabile e così ho pensato che gli antidolorifici, che io non avevo preso, mi erano stati donati in altro modo: erano di origine divina, efficacissimi e senza effetti collaterali.
Quando sono tornata a Leinì, ho avuto un consulto e la mia prima parola è stata per ringraziare Swami per questo aiuto così potente e prezioso: ho visto sul volto di ramia Rosvaldo il sorriso discreto e umile di Swami, senza una parola in risposta ma con tutto l’amore e la benevolenza che lui mi aveva donato.
Volevo condividere con tutti questa esperienza per aiutare coloro che attraversano dei momenti difficili, affinché non dimentichino e non dubitino mai dell’aiuto immenso che Swami ci dona nel quotidiano.
Che Lui sia ringraziato e benedetto.

Chantal

Con tutto il mio Amore offro a Swami una rosa del mio giardino in questo inizio di primavera; possa riempire il Suo Cuore di gioia.

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Swami Roberto

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