Sembra una favola…
Oggigiorno sembra quasi una favola parlare della grande realtà spirituale che potrebbe comprendere tutto il mondo… che riguarda ciascuno di noi singolarmente… che comprende una storia dell’uomo spesso evidenziata dagli sguardi intensi e da quegli sguardi a volte e sovente vuoti, perché non abbiamo più un senso e non ci sentiamo più capaci di ritrovare un senso a questa vita.
Proprio perché è difficile… presi dalle tante difficoltà, come se tutti fossimo imprigionati dalla fretta, imprigionati quasi dalle lancette dell’orologio… è difficile osservare e scoprire con rispetto la verità interiore dell’uomo, cioè essere sensibili a tutte le sofferenze e miserie umane, ovvero essere vicini a tutte le ingiustizie e a tutti i torti, cercando il modo di rimediarvi in maniera efficace.
Sì! Noi siamo in dovere di scoprire l’uomo interiore, quell’uomo che non è solo fatto di problemi, che non è solo fatto di cose grandi o di cose materiali… Quell’uomo che oggi più che mai ha bisogno e ha sete del Dio della Vita, ha sete della Verità, ha sete insomma di riscoprire ancora una volta il Cielo.
Accanto a noi la sofferenza è certamente presente… negli stessi luoghi ove abitiamo, nascosta da un velo di riserbo… che si vergogna a chiedere. Insomma, è la croce di Yehoshua che continua a passarci accanto attraverso il nostro prossimo… e non dimentichiamo che il prossimo a volte siamo noi stessi… per chiedere consolazione, Amore.
Cristo viene nei cuori e visita le coscienze di tutti noi che siamo veramente fratelli e sorelle, proprio perché con l’occhio spirituale della Verità sentiamo di appartenere tutti, proprio tutti, all’unico punto di Luce, l’Origine, cioè Dio, dove noi siamo immersi, purché lo vogliamo.
Queste parole, che sembrano solo un insieme di parole… rimangono sospese nelle altezze aeree se non vengono usate e ancor meglio recepite con convinzione… e la convinzione, ricordiamolo tutti, è la maturazione della coscienza.
Come possiamo noi definire la coscienza?
La coscienza è quell’espressione astratta, che è parte dell’uomo, che è dentro l’uomo, ma che nello stesso tempo completa l’uomo e lo fa esprimere…
Lo proietta verso l’infinito, gli dà la capacità di sentire ciò che è bello, di discernere ciò che è puro, di ascoltare senza giudicare.
Urge il rinnovamento dell’essere umano… dell’uomo che pensa, e pensando ha smarrito la certezza della Verità… dell’uomo che lavora, e lavorando ha avvertito d’essersi tanto estroflesso da non possedere più abbastanza il proprio personale colloquio… dell’uomo che gode e si diverte, e tanto fruisce con mezzi eccitanti di una sua gaudente esperienza da sentirsene presto annoiato e deluso. È vero… Ognuno di voi deve comprendere che bisogna rifare l’uomo dal di dentro. È ciò che il Vangelo chiama conversione, penitenza, pentimento… ovvero il processo di auto-rinascita, semplice come un atto di lucida e coraggiosa coscienza e complesso come un lungo tirocinio pedagogico riformatore… cioè un momento di Grazia, che di solito non si ottiene se non a capo chino.
Gridatelo! gridatelo forte a tutti…
È necessario restaurare l’Amore…
Quello vero, quello puro, quello in azione!
La vita è una novità continua…
Il respiro, il battito del cuore… la successione dei giorni, delle stagioni… il corso del tempo… le età della vita, gli avvenimenti, la storia… tutto è cambiamento, tutto è movimento.
L'uomo
è un essere che non è prigioniero di alcun limite definitivo.
Egli è invece stimolato ad una dilatazione progressiva della sua personalità spirituale.
Per cogliere gli aspetti spirituali più profondi del vostro essere è indispensabile il silenzio… ed in particolare avete bisogno del silenzio interiore, il quale reclama forse anche un po’ di silenzio esteriore.
Silenzio… vogliamo dire pausa di tutti i rumori, di tutte le impressioni sensibili, di tutte le voci che l’ambiente impone alla vostra ascoltazione e che vi rende estroflessi, vi fa sordi mentre vi riempie di echi, di immagini, di stimoli che, volere o no, paralizzano la vostra libertà interiore di pensare, di pregare.
Per silenzio non dovete intendere però il sonno, quanto invece un colloquio con voi stessi, una riflessione tranquilla… insomma, un atto di coscienza.
Il silenzio di cui parlo è il medesimo che trovate nella pace della preghiera, e non è quello che spegne le voci ascoltate e che cade nell’inerzia del dormiveglia…
Ma piuttosto quel silenzio in cui lo spirito sopraffà gli stimoli dei suoni esteriori, ascolta sé stesso, rievoca le voci e le impressioni entrate nella sua coscienza, le medita, le osserva, le consegna alla memoria e alla volontà… e ciò per soffermarci a considerare quel silenzio mistico che è già colloquio con Dio…
È già muta risposta al colloquio con l’ineffabile linguaggio dello Spirito Santo.
Cercate di andare contro le abitudini, gli schemi e le regole che quietano la coscienza…
Fate sì che la vostra religiosità non si riduca mai ad un “cartellino da timbrare” per paura o dovere.
La fede è una necessità e deve essere il frutto di un’autentica interiore spiritualità, anziché essere solo la conseguenza di un’appartenenza religiosa.
Per amare Dio dovete imparare a superare la metodicità, che altrimenti vi paralizzerebbe nel cammino della realizzazione spirituale.
Fin quando una lagrima sgorga dai sentimenti del tuo cuore e le tue mani sanno accogliere il Cielo, nessuno potrà mai privarti della tua libertà interiore. -
Roberto
