Oro, incenso e mirra

Tratto da un discorso di Swami Roberto:

Swami RobertoQuando giunsero a Betlemme i Magi furono pervasi da una grandissima gioia nel vedere il Bambino con Maria, sua Madre. Prostratisi Lo adorarono e Gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. Venite adoremus Dominum!… adoriamo il Cristo con tutta la nostra mente e apriamo a Lui il cuore. PortiamoGli in dono la nostra maturità e serietà interiore. Certo, non è più il tempo di “giocare alla spiritualità”… questa spiritualità fraintesa, maltrattata o abbandonata, considerata da molti alla stregua di una moda. Io ho conosciuto molte persone che girano il mondo credendo di trovare la spiritualità, dimostrando, già solo per questo loro viaggiare a destra e a sinistra… di non sapere cosa essa sia. Sarebbero già più spirituali se si accorgessero che in realtà fanno solo i turisti, a caccia di forti emozioni.
Alcune forme di New Age, che non hanno nulla a che vedere con la religione e tanto meno con la spiritualità, ingannano le persone portandole a crearsi un Dio secondo la propria fantasia e incitano le menti alla tentazione di cercare “il Signore” solo nel cielo, anziché nella concreta realtà di questa Terra che trema per molti nostri fratelli che soffrono. La vera spiritualità non c’entra nulla con queste forme di commercio e di surrogato spirituale, che sono invece modi per esaltare sé stessi o per evadere da problemi e responsabilità, giocando appunto con le emozioni.
La spiritualità ti obbliga, proprio perché è tale, a partecipare in prima persona alla vita, per cambiare in meglio te stesso e di conseguenza il mondo.
Voi pregate perché veramente ci sia una New Age, ossia una Nuova Era… quella vera però, caratterizzata dalla volontà di amare Dio con i fatti, che si manifestano anche e soprattutto nella carità verso il prossimo, nel superamento di ogni discriminazione e nell’autentica testimonianza di una fede profonda e matura, incoronata dalla coerenza. Ma purtroppo essere coerenti, per i più “non paga”… ed è incredibile che molti non sappiano neppure cosa significa la coerenza in relazione al proprio credo religioso. Pensate: quanti vanno dove soffia il vento dell’opportunismo travestito di religiosità? Alla faccia della coerenza… molti si sposano dal prete, sostengono di essere cattolici e gli fanno battezzare i loro figli, ma contemporaneamente con disinvoltura dicono: «Io credo nella reincarnazione», ovvero in una realtà che con il catechismo della Chiesa cattolica assolutamente non ha nulla a che fare. Per adorare il Signore offrendoGli i propri doni, come fecero i Re Magi, oggi più che mai occorre portare dinanzi ai suoi piedi di loto soprattutto una matura presa di coscienza e la coerenza, perché la ricerca spirituale è serietà, che scaturisce dalla sentita necessità di riscoprire il proprio Sé… e non dal futile desiderio di seguire ciò che fa tendenza, per sentirsi originali… o dei padreterni. Fate anche voi come i Re Magi: portate a Gesù l’incenso della vostra buona volontà, che è il profumo più gradito a Dio, poiché attraverso il vostro volere potete essere veri in contrapposizione ad un mondo falso… un mondo che parla tanto di libertà intendendola come la possibilità di fare ciò che pare e piace. Ribellatevi a tanta pochezza! La buona volontà, unita ad una seria ricerca spirituale, vi porterà invece a comprendere che la vera libertà esiste soltanto quando si riesce a dominare la parte peggiore di sé stessi.
E qual è l’oro, il “metallo prezioso dello spirito”, che dovete scoprire nelle profondità del vostro essere per offrirLo al Signore? È la devozione, la totale e piena fiducia nel suo Amore. Abbiate il coraggio di “scavare” in voi stessi mediante l’introspezione e la Conoscenza… riuscirete così ad “estrarre dalle vene aurifere” del vostro intelletto una devozione profonda e consapevole. Imparerete sempre più ad abbandonarvi fra le braccia del Signore… ma non certo come dei parassiti. Non comportatevi mai passivamente, credendo che Dio pensi a tutto e vi sostituisca in quelli che sono i vostri doveri. Fate un grande errore se credete di salvarvi “perché Dio vi salva”… Lui non è mai dalla parte degli opportunisti!
La Salvezza nasce dalla tua interiorità, dal tuo cuore, e il Signore diventa il tuo Salvatore solo se “accendi l’interruttore” del voler essere vero con te stesso e il prossimo: solo tu sei il protagonista della tua salvezza, perché se non lo vuoi neanche il Padre Eterno ha il potere di salvarti. È proprio così… sei solo tu che devi pretendere dalla tua volontà questo cambiamento interiore, altrimenti, se non avessi neanche la libertà di decidere se elevarti oppure svilirti, saresti il nulla perché non esisteresti! Tu invece sei un essere divino perché puoi decidere, pensare, riflettere, accettare o rifiutare… sei in grado di scegliere tra il bene e il male, tra le tenebre e la luce, tra la sincerità e la falsità. La tua divinità interiore consiste infatti nel poter discernere, altrimenti saresti soltanto un manichino nelle mani di Dio, che in quel caso per assurdo sarebbe come un dittatore, un essere sconvolgente di cui avere timore e dal quale dover fuggire terrorizzati! Dio invece è Amore assoluto, perché ti riconosce divino nel momento in cui puoi scegliere. Ricordati che non saresti grande come in realtà sei, se non fossi tu individualmente a poter e a dover decidere della tua salvezza, accettandola… oppure, purtroppo, rifiutandola. E bada bene che per salvezza intendo anche la possibilità che hai di cambiare mentalità per andare contro le falsità del mondo, controcorrente, contro tutto ciò che è sbagliato, violento, e perciò non è amore.
Porgete quindi al Signore l’oro della vostra devozione, in contrapposizione ad un mondo superbo che crede di poter fare tutto con le proprie forze umane e, ahimè, non si abbandona in Dio e non collabora con Lui. Ribadisco quindi che devozione significa azione e non, invece, attesa… che tutto venga dal Cielo, senza muovere un dito.
Infine… offrite a Dio anche la mirra, quest’erba amara come amari sono i sacrifici interiori. La mirra… è un simbolo che ci ricorda di avere più spirito di sopportazione… ci rammenta di fare un sacrificio contro l’amor proprio, andando noi per primi incontro a quel prossimo che ci ha offeso, perdonandolo. Portate al Signore la mirra delle vostre rinunce, del vostro impegno per riuscire giorno dopo giorno a distaccarvi dalle cose inutili, soprattutto dalla presunzione e dalla superbia dell’ego, per essere diversi da un mondo già troppo materialista; questa è la via verso la Meta!
Riassumendo: il dono dell’oro è la devozione… l’incenso è il dono della buona volontà… e la mirra rappresenta il dono dello spirito di sacrificio e sopportazione. Questi sono i tre doni preziosi che voi potete portare al Divino Infante di Betlemme, a Lui più cari di quelli dei Re Magi. Sono doni veramente speciali, tant’è vero che in ogni giorno dell’anno potete offrirGlieli, realizzandoli in voi, così vivrete quotidianamente il significato del Natale. Questa è la Via, lo yoga della disciplina e con questo programma di vita vi auguro Buon Natale! Oggi e in ogni tempo la divina Pace sia con tutti voi, nelle vostre famiglie e in quanti vi stanno a cuore.

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