Ramia Franca: dono di Dio
Ramia Franca Martinis, anima mistica, era divenuta monaco ramia il 9 maggio 1999. Il 20 giugno 2002, giorno della Madonna Consolata, ha terminato il ciclo vitale di questa sua incarnazione ed ha lasciato il corpo fisico per ascendere al Cielo della Beatitudine. Il messaggio di Ramia Franca è la serenità con cui ha affrontato le grandi sofferenze causate dalla malattia che da anni ormai le consumava il fisico. Tutti ricordiamo il suo inconfondibile sorriso, e mai si è udita da lei una lamentela a causa dei forti dolori. Aveva sempre una parola di conforto per tutti e incoraggiava gli ammalati che incontrava, spiegando loro quanto la Conoscenza insegnata dal Maestro Roberto Casarin la aiutasse a vivere senza paura, né della morte, né della sofferenza. Invitava sempre gli ammalati a volgere il loro pensiero a Dio per chiedere il Suo Potente Aiuto, e pregava molto per loro.
Ramia Franca ha voluto offrire al Signore le sue sofferenze per aiutare il Maestro Roberto nella sua Missione attraverso Anima Universale e aiutare anche tutte le persone che lei incontrava nel suo cammino di Sacerdote universale.
Ramia Franca con il suo spirito di Luce continua anche oggi a svolgere il suo sacerdozio e non mancherà di aiutare con la sua potente intercessione tutti coloro che cercano conforto e sollievo dalle loro afflizioni morali e fisiche.
Ramia Franca era consapevole che il 20 giugno avrebbe lasciato il corpo e ce l'aveva confidato in anticipo, con una serenità tale che non possiamo definirla umana, ma senza alcun dubbio soprannaturale. Mentre ci parlava, guardando il suo volto si poteva comprendere il concetto di Beatitudine, oseremmo dire che ne era il ritratto.
Ci ha anche assicurato, come già altre volte in precedenza, che dal Cielo continuerà ad aiutare la nostra Chiesa e le persone che si recano qui, in cerca di sollievo nei loro problemi ed insegnamenti spirituali.
Negli ultimi due giorni ebbe un blocco nella possibilità di usare le parole e poteva esprimersi solo a gesti, ma nonostante ciò, poche ore prima di lasciare il corpo, il suo pensiero è andato al Maestro Roberto ed è riuscita in modo incredibile e con una forza sovrumana a rivolgergli l'ultimo saluto, e con tutto il fiato che le rimaneva pronunciò queste parole: «Roberto, ciao Amore.»- ramia Adriano Riva Toc e Stefania Riva Toc
Intervista a ramia Franca
[ I lettori tengano conto che questa è la trascrizione di una registrazione e per trasmettere integro il pensiero di ramia Franca, non abbiamo volutamente corretto le imperfezioni dovute alla spontaneità della forma parlata. N.d.r. ]
Da quanto tempo conosci questa nostra realtà di Anima Universale?
È da circa 12 anni che mi sono avvicinata a questa realtà, per merito di mia figlia Stefania.
Che cosa era successo a Stefania?
Stefania aveva dei problemi causati da una colite che i dottori non riuscivano a guarire, ad un certo punto abbiamo sentito parlare del Maestro Roberto, sono venuta e sono stata ricevuta da Lui.
Il Maestro non mi ha nemmeno lasciato parlare dei problemi di Stefy e mi ha detto: "Vai a casa serena, perché per Stefania va tutto bene".
Quando sono arrivata a casa, Stefy sentiva già che era successo qualcosa e disse: "Hai parlato col Maestro ad una certa ora ed io proprio in quel momento ho constatato la fine dei miei problemi". Ed erano problemi molto gravi, che a volte le impedivano persino di sentire le gambe.
Quanti anni aveva Stefania in quel periodo?
Avrà avuto 18 anni e da allora lei non ha più avuto disturbi, quando invece i medici continuavano a farle degli esami e curandola peggiorava sempre, così abbiamo cercato di capire il perché avevamo ricevuto una Grazia così grande e abbiamo incominciato a frequentare la preghiera, poi, due anni dopo io mi sono ammalata di tumore allo sterno ed i dottori mi hanno detto che dovevo fare della chemioterapia, visto che non era più operabile.
A quel punto sapevo di non essere sola e sono venuta dal Maestro Roberto e Lui mi ha detto che dovevo fare queste cure per umiltà, che sarei stata certamente aiutata, ma che dovevo comunque passare attraverso queste cure.
Magari tu speravi che succedesse come a Stefania?
Mah… dopo che mi ha detto questo, ho capito che potevo andare tranquilla, dopo che mi ha detto che a seguito di queste cure io sarei stata aiutata, per me era già tanto, era tutto, perché se i medici erano pessimisti, Lui mi aiutava a sperare, e così è stato.
Io ho fatto per circa un anno queste cure e devo dire che se anche erano pesanti, non mi sono mai lasciata prendere da pensieri di depressione o di rassegnazione di non poter più guarire, perché ero certa di poter essere aiutata, e così fu.
Io dopo un anno smisi le cure e i dottori mi dissero: Lei è guarita, però deve sempre stare sotto controllo.
I dottori rimasero colpiti da questa cosa?
I dottori dicevano che era questa chemioterapia che mi aveva fatto bene e ad un controllo mi trovarono delle macchie sui polmoni che loro imputavano a metastasi polmonari, che dallo sterno erano passate lì, allora tornai dal Maestro e Lui mi disse: "Guarda che si sbagliano, perché quell'ombra ha a che fare con la tiroide, però non sarà facile convincerli".
Io ritornai giù e loro volevano farmi una chemioterapia ancora più distruttiva ed io mi rifiutai di farla.
Loro mi dicevano che ero pazza, che non c'era un giorno da perdere e invece io non avevo proprio bisogno di quello, mi avrebbero distrutto veramente con quella chemioterapia, perché ad un accertamento chiesto da me varie volte, altrimenti non avrei incominciato nessuna cura, risultò proprio che era un gozzo tiroideo, come mi aveva detto il Maestro.
I medici quindi dicevano una cosa ed il Maestro ne diceva un altra.
Sì! Loro erano pienamente convinti e dicevano che ero pazza a non cominciare domani stesso una terapia forte e lì veramente fu una cosa grande, perché io non ne avevo bisogno e mi avrebbe distrutto del tutto.
Però io da questa malattia ho capito qualcosa in più. Ho capito ciò che mi era stato donato: la possibilità di cercare più in me stessa e così fu, e ringrazio il Maestro; anzi certe volte, penso che sono contenta di aver avuto questa malattia, perché mi ha dato la possibilità di incontrare il Maestro e questa è la cosa più bella che mi è successa nella vita.
Sì, ma prima di conoscere il Maestro, la tua vita com'era?
La mia vita, prima di conoscere il Maestro Roberto era basata sulle cose superficiali, cioè pensare di star bene, pensare di fare viaggi, pensare di godere la vita. Sì, mi reputavo cattolica, ma una cattolica all'acqua di rose, quando andavo a messa la domenica ritenevo di aver assolto i miei doveri, però dentro mi guardavo poco, o quasi niente, diciamo che l'impatto me l'ha dato il Maestro, da lì ho incominciato a capire.
Però, dopo che i medici ti avevano detto che eri guarita, accadde anche che tuo marito cominciò a prendere una certa strada, come successe questo?
Questa è stata un'altra cosa bella, perché io mi avvicinai al Maestro da sola, poi ne parlai con lui, e lui sentì il desiderio di andarlo a conoscere e quando lo conobbe disse che aveva trovato una risposta a tutti i suoi perché.
Al contrario di me che vivevo così superficialmente, lui invece faceva già ricerche sul perché della nostra esistenza, a cosa ci serve la vita...
E quindi poi, ramia Adriano divenne sacerdote. Come hai vissuto questa sua scelta?
Io fui subito d'accordo e incominciò per noi una nuova vita che era migliore di quella di prima, ci appagava molto di più e sentivamo dentro di noi quello che ci mancava…
Certo! C'erano delle risposte...
E non fu una fatica rinunciare a certe cose, anzi fu una gioia, perché essere assieme voleva dire una comunione d'amore che era molto meglio di prima che poteva essere solo sui sensi o...
E poi però è successo, dopo alcuni anni, che la malattia si ripresenta.
Sì, io sono vissuta bene dieci anni e poi purtroppo la malattia si è ripresentata, questa volta in modo più diffuso, non era solo più lo sterno interessato, ma tutte le ossa, avrei dovuto fare una chemio molto pesante, perché con metastasi diffuse così...
Quando è successo questo?
A maggio dell'anno scorso [1998 n.d.r.].
Ma tu ti aspettavi che prima o poi la malattia sarebbe ritornata?
Mah… nel tempo in cui stavo bene non è che ci pensassi particolarmente, ma se mi poteva sfiorare il pensiero che mi sarebbe tornata non mi spaventava, perché sapevo che avrei potuto lottare e quando io ho avuto in pieno questa malattia ho capito ancora altro che non avevo capito prima… perché, come ho detto prima, ribadisco che se prima avevo sempre chiesto aiuto per guarire, adesso invece sentivo il desiderio di donare e questo mi ha dato tanta felicità.
Io a volte mi sorprendevo ad avere le lacrime di felicità, ho capito qualcosa che fino ad allora non avevo mai capito.
E che ruolo ha giocato la Conoscenza che il Maestro insegna e che tu hai avuto modo in questi dieci anni di capire, di comprendere...
È stata fondamentale la Conoscenza perché mi ha dato la possibilità di comprendere veramente a cosa serve la nostra vita, a cosa servono le nostre sofferenze, a capire che qualche volta la sofferenza è un dono di Dio… perché solo attraverso la sofferenza noi possiamo superare i nostri limiti, e questa sofferenza non mi ha mai creato e dico davvero, paure, ma mi ha sempre dato la contentezza che se era così avrei potuto fare qualcosa… avrei potuto mettere a disposizione anche degli altri questo...
Anima Universale per me rappresenta la risposta più spirituale e più logica a tutti i miei interrogativi sulla nostra esistenza.
Qui mi è stata donata la Conoscenza, che mi dà la certezza della strada che devo percorrere.
Io vorrei che tutti avessero questa opportunità e sono sicura che questa Chiesa, Anima Universale, trionferà nell'anima della gente, quando incontrandoci capiranno, come è successo a me, tante verità.
È successo poi che sei diventata sacerdotessa del Movimento Anima Universale e questo ha rappresentato lo sfogo a questa tua necessità di dare qualcosa agli altri.
Sì, sì… l'ho vissuto così… anche se a volte io ci avevo pensato, però non avevo mai trovato quella carica giusta per fare questo passo, invece poi è venuto come una cosa naturale, forse è un qualcosa che era cresciuto piano piano e di cui non mi ero accorta, ma che con la sofferenza è venuto fuori in pieno.
Quando una persona è provata dalla sofferenza e intendo quella non solo fisica, o da una grave malattia, la visuale della vita viene stravolta da tante paure, paure che ti fanno anche riflettere, ma se non hai la Conoscenza, non riesci ad accettare e a trasformare, così io dopo aver saputo di avere un tumore con metastasi diffuse in tutte le ossa, ho capito che se prima avevo sempre chiesto aiuto, ora, attraverso la sofferenza avrei potuto donare.
Questo pensiero mi consolava e aumentava di intensità, accelerando la maturazione sul piano spirituale, così con gioia, con il Maestro Roberto, ho deciso di consacrarmi Sacerdotessa di Cristo.
In quale modo pensi che il tuo sacerdozio possa soddisfare questa esigenza di dare?
Io penso che diventando sacerdotessa… mi sento di allargare il mio amore verso tutti gli altri e questo è un modo per poterlo fare meglio e poi c'è qualcosa dentro che mi spinge… non è che io debba andare a cercarlo o a far violenza per farlo uscire, è una cosa naturale, che andando avanti provo sempre di più.
Preghi molto?
Pregare in modo ripetitivo… no. Prego diverse volte al giorno, con invocazioni, con pensieri positivi, pensando anche ai grandi Maestri che ci aiutano e prego anche per loro, per il nostro Maestro Roberto che si dà da fare così per noi ed è sempre attaccato, bersagliato e Lui, che soffre già anche nel fisico e fa così tanto per noi, io prego che venga aiutato.
E nelle tue preghiere ricordi le persone che hanno bisogno?
Prima, quando avevo bisogno di qualcosa, pregavo espressamente per questa cosa, adesso non mi succede più, prego per gli altri e non ho più il desiderio di pregare per me, ma quello di pregare per tutta l'Umanità.
Certo… e ti senti vicina alle persone che soffrono?
Sì, mi sento vicina alle persone che soffrono e non solo a quelle che soffrono nel corpo, ma anche a quelle che soffrono nella mente, perché purtroppo con l'illusione che viene da questo mondo ci sono tanti che hanno bisogno di aiuto e comprensione.
Cosa ti sentiresti di dire a queste persone se fossero qui… e magari hanno una grave malattia come te?
Io direi loro che la Conoscenza è la cosa che ci aiuta di più, perché ci dà delle risposte e poi di lasciarsi guidare ed avere lo spirito della serenità e non della paura, perché con la paura non si fa niente e invece con la serenità si va verso la pace, e la pace nella malattia è l'aiuto più bello e più grande che uno possa ricevere.
Una volta mi hai detto che il tuo rapporto interiore con la Madonna è cambiato molto dopo questa esperienza. Vorresti raccontarlo anche per quelle persone che magari, come te anni fa, pensano di non essere ascoltate o pensano che la preghiera non possa...
Questo mi è successo quando mi sono consacrata e anche lì io prima pregavo e avevo anche delle risposte, però mi sembrava che dovessi far scendere la Madonna da chissà quale altare per venire vicino a me ad ascoltarmi, e invece dopo mi è successa una cosa bellissima... La sento sempre sulla pelle… La sento vicina… La sento palpabile, non ha più il bisogno di scendere e farmi il piacere di venirmi incontro, so che è sempre qui vicino a me, che non mi lascia mai e anche se io dovrò combattere, dovrò avere delle sofferenze che nella malattia si faranno più cruente, so che non sarò mai abbandonata. Lei sarà sempre vicina a me come il Maestro Roberto e questo mi dà veramente una serenità forte.
Ci sarebbero tante cose di cui parlare, ma una in particolare che mi ha colpito è quello che è accaduto durante un incontro di preghiera quando, come sacerdote, hai consacrato il Pane e il Vino. Cosa è successo?
Devo dire che mi sono accorta solo dopo, perché nella Consacrazione del Vino, che diventa Sangue di Cristo ed è un momento sublime… voi sapete che ho metastasi in tutto lo sterno, dunque alzare le braccia diventa doloroso e a volte anche impossibile… e mi sono ritrovata con le braccia alzate e addirittura, mentre benedicevo, reggevo il Calice con una mano sola e per me quel Calice non aveva nessun peso, non facevo nessuno sforzo per tenerlo su....
Mentre altre volte non ci sei riuscita…
Cioè… sono riuscita a tenerlo, però con uno sforzo, che lì invece non avevo sentito, perché il Calice poteva pesare un etto o un chilo… io il peso non potevo quantificarlo, perché per me non pesava niente…
Certo, ed oltretutto sei riuscita ad alzarlo…
Sì, per me è proprio una cosa difficile.
E cosa ti ha lasciato questo fenomeno?
Mi ha lasciato la Potenza del Cristo, che si manifesta in ogni modo, basta che noi lo vogliamo e lo vogliamo fermamente, e non solo pensando o chiedendo, ma che proprio questa richiesta parta dal cuore....
E cosa rappresenta, visto che anche essere sacerdote, nel tuo caso è proprio uno sforzo di convivere con la sofferenza per aiutare gli altri… cosa rappresenta per te Anima Universale tanto da offrirti come, diciamo, tra virgolette vittima, perché in fondo potevi startene tranquilla e continuare a chiedere.
Per me Anima Universale rappresenta tutto, perché se prima avevo vissuto in una maniera che non mi serviva a niente, adesso capivo come dovevo vivere e poi la Conoscenza aveva dato una risposta a tutti i miei perché… e quando si sanno queste cose, tutto diventa più facile, perché è una strada che ha una logica...
Quindi non ti è pesato smettere di chiedere per dare qualcosa?
No! Questo mi ha dato gioia… gioia.
Sì… perché il Sacerdote è uno strumento affinché gli altri ricevano...
Io devo dire che certe volte, in qualche momento della giornata, io sento delle ventate di gioia… qualcosa di indefinibile, ma di bellissimo, di indescrivibile… che nello stesso tempo mi dà una contentezza, ma anche una capacità di capire che solo così si superano i propri limiti.
È cambiato qualcosa, adesso che sei sacerdote da qualche tempo, nei rapporti con tua figlia, con tuo genero e magari con altri parenti?
Espandere l'Amore è qualcosa che la scelta sacerdotale suggella.
Con mia figlia è migliorato il rapporto, anche se noi avevamo già un'intesa, perché anche lei frequentando questa Chiesa ed avendo fatto i corsi di Conoscenza, la pensa esattamente come me. E il fatto che io mi sono consacrata, l'ha resa ancora più felice e questa comunione d'amore è diventata più grande, si espande, sento che quello che donavo a mia figlia... ora sono pronta a donarlo a tutti indistintamente.
E il marito di tua figlia?
Anche lui, dopo vari ripensamenti, ha voluto farsi battezzare… perché anche lui ha sentito il desiderio di far parte del popolo ramirico e penso che l'abbia fatto proprio con coscienza… perché, dopo diverso tempo, mi ha detto che sentiva proprio il desiderio di essere battezzato.
Forse il momento scatenante è quando sei diventata sacerdote?
Sì, lui me lo ha detto. Io sono stata un mezzo, ma è la Madonna che l'ha toccato veramente… perché anche lui mi diceva che sentiva una forza… una felicità… addirittura, un pomeriggio dopo essere andato ad assistere alla partita della squadra del cuore, è entrato, si è fermato un quarto d'ora, è uscito ed è venuto a casa a dirmi quello che aveva deciso di fare.
Ha detto: «Non riuscivo più a stare là a vedere la partita».
È stata una cosa grande questa...
Sì. Lo vedevo piangere di gioia… Diceva: «Io piango di gioia… non riesco a smettere di piangere dalla gioia».
Visto che nella tua vita, fino all'incontro con questa malattia, ti è parso di aver vissuto superficialmente, cosa cambieresti del tuo passato, oggi?
Se sapessi quello che so adesso, cambierei tutto e capisco il grande dono che ho avuto, avendo la Conoscenza… ma allora, a dire la verità non ci pensavo, perché pensavo che l'essere cattolica, l'andare in chiesa, mi aiutasse addirittura ad essere considerata una brava donna dalla gente, mentre a nessuno importava di come ero dentro, perché ero solo giudicata dal di fuori… nessuno mi aiutava a scavare dentro di me.
Eh, quello lo devi fare tu.
Che valore ha, con la coscienza di oggi, la Vita per te?
Un grande valore… perché io con la vita, con la mia libertà e la mia volontà, posso fare diversi passi avanti, sempre sulla base della Conoscenza… per vincere i miei limiti, per crescere interiormente.
Hai qualcosa da dire alle tante persone che criticano Anima Universale, magari senza conoscerla, per sentito dire?
Questo mi fa star male. Quando sento criticare senza cognizione di causa, da gente che magari frequenta qualche volta, però non si informa, non sa di più, mi fa venire tristezza, perché prima di tutto non devono giudicare senza sapere e poi sprecano una grande occasione: quella di approfondire la Conoscenza.
Tu pensi che le cose possano cambiare?
Io ho la voglia e la certezza che le cose possano cambiare, perché chi davvero ha l'intenzione di riscoprire la Verità e viene qui, come dicevo, trova la risposta ai suoi perché dell'esistenza… e non è cosa da poco.
E a tutte le persone che oggi vengono derise, insultate od emarginate perché frequentano il nostro Movimento, cosa vorresti dire?
Mah… io sono stata la prima ad essere stata bersagliata, anche da queste cose, da parenti, da vicini di casa, che prima magari ti trattavano in un certo modo, e sempre per esteriorità ti facevano sentire importante.
Poi, dopo questa scelta, anche prima di diventare Sacerdotessa… anche solo frequentando la nostra Chiesa… sono diventata per loro quasi niente… le gentilezze sono sparite… meno m'incontravano meglio era, però queste cose non mi ferivano, perché io ero ben sicura. Erano loro gli insicuri!
Specialmente in persone atee io non ho trovato questi pregiudizi, mentre in alcune persone cattoliche, li ho trovati, ho trovato proprio il dito puntato: "Noi siamo gli unici e voi siete dalla parte sbagliata", e io vorrei che queste persone venissero, sentissero il Maestro, anche perché sarei contenta che tutti avessero l'opportunità che ho avuto io.
Per la tua malattia, oggi come oggi, non puoi essere sempre a contatto con le persone, perché purtroppo fisicamente ti affatichi e soffri. Ti pesa questa cosa?
Essere vicini alla gente riempie il mio cuore di gioia, però anche quando non riesco ad essere fisicamente presente in mezzo a loro, cerco di esserlo con la preghiera, con il pensiero… con la forte volontà che la nostra Chiesa cresca, che le persone aprano le loro menti alla Conoscenza, che la comprendano… che almeno, tutti abbiano l'opportunità di ascoltarla e poi facciano la loro scelta.
Se tu dovessi fare una preghiera, un pensiero che viene dal cuore, che vorresti rivolgere alla Madonna, per il Movimento, per la gente, cosa diresti, cosa chiederesti?
La Madonna ci sta aiutando in una maniera, come potrei dire... ecco, io vorrei dire tante cose e proprio per il fatto che La sento così vicina, so che ogni cosa che chiedo non rimane inascoltata. Il mio è un colloquio, un'invocazione, nei momenti in cui sento delle cose che vorrei cambiare, che vorrei che migliorassero, allora mi rivolgo a Lei con tutto il cuore e dico: Madonna, Anima Universale, non abbandonarci, sono sicura che Tu ci aiuterai! La cosa che chiedo di più è che questa Chiesa venga aiutata, che si espanda nel mondo e che, come dicevo, tutti abbiano la possibilità di conoscerla... poi sta a loro capirla.
È una Grazia che chiedo tutti i giorni con fervore, e con questa sicurezza vado avanti.
