Non uccidete Dio sulla croce dell’incredulità!

Tratto da un discorso di Swami Roberto – Domenica 15 aprile 2012

Swami Roberto

In un passo della Bibbia, in un libro sapienziale, il libro di Yeshua Ben Sira è riportata un’affermazione molto profonda e molto importante. Questa verità, a scanso di equivoci, non riguarda il corpo fisico di una persona, ma la salute dello spirito, che è la salute più importante.

È scritto: «Da un morto non ci può essere lode. Chi è vivo e sanoe sottolineo: sano spiritualmenteloda il Signore» (Sir 17:23).

Chi è vivo e sano loda il Signore. Ecco, questo essere sani e vivi è la condizione essenziale per poter celebrare la preghiera di lode rivolta a Dio. Chi è vivo, chi è sano spiritualmente, loda il Signore anche nelle prove più drammatiche della vita.

Pensate che persino nella Bhagavad Gita il discepolo loda il Signore proprio quando è in grande difficoltà… e l’Avatar Krishna risponde al discepolo: «Io sono il tuo rifugio, il tuo sostegno, il tuo amico».

Chi è vivo e sano loda il Signore. Bene! A tal proposito il 9 aprile ho detto: «Non uccidete Dio sulla croce dell’incredulità!».

L’incredulità si esprime non solo quando qualcuno si dichiara ateo, ma anche quando i credenti stabiliscono nella propria vita delle priorità materialistiche, facendone degli idoli. Per esempio, un conto è aver bisogno di un lavoro per vivere, un altro è vivere per il lavoro. Voi non immaginate quanta gente si è votata… ha stabilito… ha deciso di vivere per il lavoro.
Ecco, per stare nell’esempio, chi vive per il lavoro ne fa un idolo. Magari quella persona non se ne accorge, ma in realtà fa del lavoro il proprio idolo, che purtroppo si sostituisce agli affetti, alla famiglia e a Dio.
Ogni volta che poi questi idoli, questi falsi valori crollano, inevitabilmente cosa subentra in quella persona? La disperazione, la totale disperazione, che in certi casi può provocare finanche il suicidio.
Chi si suicida per il suo idolo crollato, non è di esempio! Fate attenzione a questi falsi esempi! Non sono di esempio! Non devono essere di esempio! E non devono essere giustificati!
Chi non mette Dio al primo posto, è una persona debole! È una persona in pericolo! Altro che persona da prendere a esempio!
Ve l’ho sempre detto: i disperati sono solo coloro che hanno dimenticato che Dio esiste. Questi vivono costantemente accarezzati dalla morte. Hanno la morte appiccicata addosso, tanto che alcuni e ormai troppi si convincono, quando appunto – lo ripeto – crolla il loro idolo, di non avere alternative per risolvere i loro affanni se non il suicidio!
Il demone della disperazione, dell’incredulità, ha il compito di creare... sapete cosa? Il vuoto interiore! Induce il vuoto nelle persone per privarle di che cosa? Della speranza certa! Per privarle della fiducia nel soprannaturale; per privarle della certezza che Dio esiste; per privarle della certezza che la Divina Provvidenza non verrà mai meno.

Allora, voi, soprattutto nelle difficoltà, sempre ma soprattutto nelle difficoltà più grandi, contro questi vuoti della fede, non privatevi mai di una cosa importante: non privatevi mai – forse ci pensate poco – della potente medicina preventiva che è la preghiera di lode. La preghiera di lode! Alzate la mano destra se volete e proclamate con gioia:
Io sono vivo e Ti lodo Signore. Alleluia!

Tu, davanti alle prove karmiche, reagisci sempre con la preghiera di lode e non temere, perché Dio sarà sempre con te. Devi dunque passare coraggiosamente oltre ogni cosa, oltre ogni prova. Abbi braccio forte contro ogni ostacolo perché è scritto nell’Apocalisse che «la manna viene concessa al vittorioso» (Ap 2,17).

Chi è il vittorioso? È colui che non si rassegna, colui che mette Dio al primo posto… la sua priorità è Dio, insieme ai propri cari, ai familiari, agli amici. Quindi, se Dio è al primo posto, tu non puoi crollare, non puoi gettare la spugna, non puoi insomma abbandonare te stesso ad un destino tragico. Non puoi neppure accettare il suicidio, come purtroppo leggiamo nei giornali in questo periodo… presi dalla disperazione, invece di cercare in Dio l’aiuto per risolvere i problemi, scappano disperati – poveretti – poveretti certamente, ma non sono da giustificare! Chiaro? Non sono un esempio! Non sono eroi! L’eroe vero è chi, come la Madonna, rimane in piedi sotto la Croce.
Una spada ha trafitto il tuo cuore Maria… ma Lei è rimasta in piedi sotto la Croce, ha lottato, ha continuato a credere nel Dio Vivente, nel Dio presente, nel Dio sempre in ascolto.
E non si lotta solo con le proprie forze; è ingenuo o superbo chi pensa di poter lottare soltanto col proprio cervello, con le proprie energie, con la propria buona volontà. Si lotta e si vince se oltre alle proprie forze umane vi è la Forza Suprema, la Forza di Dio… collocato al centro della tua storia.
Ecco, allora si avvererà per te la parola: «la manna viene concessa al vittorioso». Amen. Amen. Amen.

Ing. Maurizio De Francesco su Facebook

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