Gustavo Adolfo Rol: percepii subito la storia antica che Roberto si portava dentro

Leini (TO), 20 giugno 2018 – Oggi è il 115° anniversario della nascita del famoso sensitivo Gustavo Adolfo Rol (1903-1994), che compiva gli anni il 20 giugno.

La scrittrice e poetessa Annamaria Demeglio, nel suo libro L’altro volto di Rol, riferisce (pagg. 42-50) di un esperimento compiuto tanti anni fa da Rol insieme a un giovanissimo Swami Roberto, su richiesta del Prof. Pietro Zeglio (1911-1993), medico e docente di Medicina e igiene del lavoro all’Università di Torino, il quale studiò e documentò per molti anni le manifestazioni soprannaturali del nostro Fondatore.

«In questo episodio, Rol racconta dell’amicizia con un noto medico torinese, colpito nei suoi affetti per la prematura morte del figlio [Ing. Luigi Enrico N.d.R.]. Si presta dunque a verificare la veridicità del giovane veggente Roberto Casarin, che, attraverso il viaggio astrale, parla di mondi ultraterreni e personaggi fantasmagorici.
Questo episodio mi è stato riferito da Rol e successivamente confermato dal Dottor Zeglio.»

—Annamaria Demeglio, pag. 42

Libro Rol Swami Roberto

Segue il lunghissimo racconto attribuito a Rol dell’esperimento effettuato in casa sua.
Swami andò in estasi e successivamente riferì quello che aveva percepito. Rol ascoltò in silenzio il racconto di Swami e poi lo concluse con le sue parole — anticipando Swami, come se lo avesse seguito nell’altra dimensione.

«In quegli anni giornali e programmi televisivi facevano notizia parlando del carisma di Roberto Casarin, un ragazzo ancora adolescente. Dotato di capacità non comuni, il giovane sensitivo entrava facilmente in trance: anticipava fatti e avvenimenti, viveva incontri con i trapassati e, nel descriverne minuziosamente le sembianze, ne assumeva la voce e il comportamento.
Il Prof. Zeglio convocò il ragazzo per iniziare insieme un’esperienza di meditazione e compiere esperimenti di trascendenza.
Grande fu la gratificazione per il professor Zeglio quando gli parve di riudire la voce del figlio attraverso il giovane sensitivo.
Ogni esperimento era scrupolosamente annotato dal professore in un taccuino che custodiva sottochiave nella propria scrivania.
Conobbi Zeglio al telefono e già dalle prime parole compresi che dovevo ascoltarlo.»

—Rol, pag. 42

«Quando, accompagnato da Zeglio, l’adolescente varcò la soglia di casa mia, una sensazione indefinibile mi pervase; il ragazzo salutò con un cenno del capo…
…mentre gli occhi di un tenue colore verde mi osservarono con curiosa reticenza; in essi percepii subito la storia antica che si portava dentro: condizione di creature un po’ al di fuori della norma. Io stesso ero a conoscenza del disagio e anche dei vantaggi di simili requisiti!»

—Rol, pag. 44