“i 70 anni di baba Fulgenzio Cortesi”: libro di Anima Universale su un sacerdote cattolico

La copertina del libro scritto da Anima Universale per Padre Fulgenzio CortesiAnima Universale ha scritto e pubblicato un libro biografico di 288 pagine su un meraviglioso sacerdote cattolico. Il libro ripercorre la vita straordinaria di Padre Fulgenzio Cortesi, missionario passionista in Tanzania, e racconta anche la nascita e lo svolgersi della nostra collaborazione e profonda amicizia con lui.
Anima Universale con la partecipazione del “Villaggio della Gioa – ONLUS” ha donato a Padre Fulgenzio anche la stampa del volume, il cui ricavato andrà interamente a beneficio dei bambini orfani dell’Aids che lui accoglie nel Villaggio della Gioia a Dar es Salaam.
Padre Fulgenzio ci ha già informati che il libro è un successo e presto si renderà necessaria una ristampa. Alleluia!

Dopo l’introduzione del nostro Presidente potete leggere qui anche la bella prefazione di Patrizia Mirigliani.

INTRODUZIONE DI RAMIA OSVALDO RISTUCCIA

Nulla avviene per caso. Il caso non esiste: esiste Dio.

Nella primavera del 2003 la nostra comunità spirituale, Anima Universale, stava conducendo varie iniziative umanitarie in Italia e nel Terzo Mondo. Fino ad allora eravamo intervenuti principalmente in Asia, finanziando alcuni progetti di sviluppo dell’Ente salesiano VIDES Internazionale e sostenendo l’opera della missionaria salesiana Suor Nancy Pereira a Bangalore, India.

…Il Signore aveva in serbo per noi anche altri progetti.

Domenica 4 maggio 2003: ramia Adriano e ramia Riccardo, due monaci della nostra comunità, si stavano recando nel nostro Centro di Leinì ognuno per proprio conto. «Combinazione» stavano ascoltando alla radio lo stesso programma: il seguitissimo «Indignato Speciale» magistralmente condotto dal dott. Andrea Pamparana su RTL 102.5. La puntata di quella mattina era dedicata ad un certo padre Fulgenzio Cortesi. I due ramia prima di arrivare al nostro Centro ascoltarono due parti differenti della trasmissione, solo un breve flash ciascuno. Unendo i loro racconti si formò un quadro molto sintetico dell’opera che il missionario stava svolgendo in Africa. Il suo progetto, che oggi è diventato realtà, prevedeva la realizzazione di un villaggio per orfani dell’Aids e bambini di strada a Dar es Salaam, la ex capitale della Tanzania.
Ramia Riccardo fu colpito dalla spiritualità manifestata da padre Fulgenzio nelle sue pacate spiegazioni. Ad un certo punto il dott. Pamparana domandò al sacerdote cosa potessero fare le persone per aiutarlo; lui rispose che è importante prima di tutto essergli vicini con la preghiera, e poi in modo simpatico e quasi titubante disse che «se c’è anche qualche euro...».
Ramia Adriano aveva sentito che padre Fulgenzio si trovava in Italia perché rientra periodicamente dall’Africa a causa, purtroppo, di una malattia che lo costringe a sottoporsi a controlli e terapie.
Il nostro fondatore, Roberto Casarin, che aveva ascoltato in silenzio questi racconti, ad un certo punto intervenne dicendo: «Il Villaggio della Gioia è opera di Dio. Cerchiamo di fare il possibile per portare la nostra solidarietà a questa causa; la Provvidenza non mancherà di aiutarci, per aiutare» e ci invitò a metterci subito in contatto con il missionario passionista. Telefonammo alla Radio e recuperammo il suo recapito.
L’unione di intenti con padre Fulgenzio fu immediata sin dalla prima telefonata. Gli presentammo la nostra realtà spirituale e gli esprimemmo la volontà di collaborare al suo progetto secondo le nostre possibilità. Lui gentilmente ci invitò per un incontro.

Lunedì 12 maggio 2003, incaricai ramia Mauro Cacciabaudo e ramia Massimo Corato di recarsi al convento passionista della Basella, in provincia di Bergamo, per fare conoscenza con padre Fulgenzio e per capire meglio come potevamo essergli di aiuto. Fu la prima di numerose giornate indimenticabili e segnò la nascita di una profonda amicizia e di una meravigliosa collaborazione che continua tutt’oggi con il medesimo entusiasmo. Ringrazio la Divina Provvidenza che ci ha sempre aiutati a sostenere l’Opera di padre Fulgenzio, manifestandosi mediante i volti e i cuori generosi di tante persone e famiglie che sostengono Anima Universale.

Nel gennaio 2004 ho avuto l’onore di condividere con padre Fulgenzio i giorni stupendi dell’inaugurazione del Villaggio della Gioia, alla quale ho presenziato insieme ai miei confratelli ramia Massimo e ramia Mauro. Con noi c’era spiritualmente tutta la grande famiglia di Anima Universale che, proprio nel giorno benedetto dell’inaugurazione, ha ricevuto un bellissimo regalo da padre Fulgenzio: la folla riunita nel nostro Palatenda a Leinì per la preghiera domenicale ha potuto ascoltare in diretta dalla Tanzania il suo saluto e i suoi ringraziamenti, ricambiandoli con un caloroso applauso e lacrime di commozione.

Ramia Mauro, Ramia Osvaldo e Ramia Massimo – gli autori del libro – fotografati al Villaggio della Gioia Ramia Massimo (il primo a destra) è l’autore del libro, scritto con la collaborazione di Ramia Osvaldo (al centro) e Ramia Mauro. La foto li ritrae davanti alla grande scuola in muratura, completamente arredata, donata da Anima Universale agli orfani del Villaggio della Gioia Dicembre 2007: con gioia immensa pubblichiamo questo volume che racconta la vita straordinaria di un carissimo e fraterno amico, un missionario speciale, ricco di carità e gigante in umiltà. Con i miei confratelli ringrazio di cuore padre Fulgenzio per averci messo a disposizione un’ampia documentazione costituita dalle sue pubblicazioni, da una nutrita rassegna stampa, e da significative e toccanti lettere ed e-mail. Abbiamo avuto l’onore di intervistarlo più volte: un’esperienza profonda che ci ha arricchiti interiormente. Possiamo veramente dire di aver conosciuto un uomo di Dio, un uomo che ha iniziato da solo un progetto “impossibile” avendo fede nel miracolo… il Signore gli ha mandato tanti amici di buona volontà e il miracolo è avvenuto.

ramia Osvaldo Ristuccia
Anima Universale – Presidente

PREFAZIONE DI PATRIZIA MIRIGLIANI

Ogni vita è una storia che si intreccia con tante altre, e da ogni incontro scaturisce un’interazione che può arricchire l’animo di quanti entrano in contatto. Poi ci sono delle esistenze che si distinguono e diventano punto di riferimento per tante altre, fino a cambiarne radicalmente il destino. Penso a padre Fulgenzio, un faro di speranza per molti orfani africani. Fulgenzio Cortesi, ha festeggiato quest’anno il suo settantesimo compleanno. Quasi «settantenne» è anche il Concorso di Miss Italia, che mio padre Enzo ha reso una delle manifestazioni popolari più seguite e amate nel nostro Paese. Nel 2005 le due storie pluridecennali di padre Fulgenzio e di Miss Italia si sono incontrate, e da allora io e la mia famiglia abbiamo voluto che il nostro Concorso, crocevia dei sogni e delle aspirazioni di milioni di concorrenti, desse anche un sostegno concreto ai sogni e alla dignità dei bambini abbandonati che padre Fulgenzio accoglie al “Villaggio della Gioia” in Tanzania.
Le pagine di questo libro sono toccanti, commoventi, raccontano lacrime di dolore e di gioia, sono ricche di passione d’Africa e di traguardi raggiunti. Accompagnano il lettore, passo dopo passo, con forti colpi di scena, alla scoperta della bellezza interiore di un uomo sorretto dalla forza della fede, che si è scoperto “imprenditore della carità”. Negli anni, con grande tenacia, nonostante le difficoltà e la malattia, padre Fulgenzio è riuscito a realizzare concretamente la sua vocazione di aiutare i più emarginati e indifesi: i bambini. La sua storia ai confini dell’incredibile annuncia anche un messaggio di speranza alle persone colpite da gravi malattie, un invito a non rinchiudersi nel proprio dolore, a non sentirsi inutili, a non darsi mai per vinti. Il lato umano della sua vita è straordinario e coinvolgente, secondo me, anche per chi non ha il dono della fede. Tutti possiamo donare qualcosa a chi sta peggio di noi e questo ci aiuta a costruire la gioia per noi e per gli altri. Dal progetto di padre Fulgenzio nessuno è escluso, perciò mi auguro che questo libro contribuisca a far conoscere la sua opera e gli assicuri tanti nuovi amici, che insieme a lui desiderino aiutare e dar voce all’Africa.

Sono grata a Roberto Casarin per avermi fatto conoscere una FIGURA di così grande qualità.

Patrizia Mirigliani

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