Fotografia della realtà

Tratto da un discorso di Swami Roberto:

Molte persone spesso sprecano il cibo e quindi non insegnano ai propri figli a comprendere il valore di ciò che trovano sulla loro tavola e nel contempo non li aiutano a considerare che in ogni istante milioni di poveri soffrono la fame.
Riflettete sempre sull’importanza di avere quotidianamente la possibilità di mangiare, cosicché non permetterete mai ai vostri bambini di sprecare per esempio la merendina. Guardate… è già sbagliato lasciare che i figli facciano ciò che vogliono, perché li si aiuta a diventare un giorno degli approfittatori, ma permettergli di poter esclamare che qualcosa che mangiano a loro “fa schifo”… questo è troppo! Chi li educa in tal modo, decide che diventino degli adulti irresponsabili e insensibili verso quelle troppe persone che mangerebbero, ringraziando Dio, anche “lo schifo”… pur di sopravvivere. In altri casi, invece, molte mamme con esasperata insistenza inducono i loro figli a mangiare veramente troppo e ciò non è salutare, tant’è vero che esistono bambini affetti da obesità. Così facendo, non li aiutano neppure a maturare la coscienza dell’equilibrio e della gratitudine per quel cibo che è dono di Dio, oltre che il frutto del lavoro dei genitori.
Non dimenticate che una delle più grandi forme di adorazione verso il Signore è il rispetto per gli alimenti che trovate sulla vostra tavola. Questo rispetto è preghiera, perché simbolicamente nel cibo è come se vi fosse l’umanità sofferente e umiliata del Terzo Mondo nonché tanti bambini, barboni, anziani… che proprio qui in Italia non possono mangiare quello che desiderano… vuoi per qualche malattia, o perché le condizioni economiche non lo permettono. Chi spreca i soldi inutilmente e si permette persino di disprezzare il cibo, non solo “calpesta” Dio, ma in un certo senso con la propria indifferenza e superficialità “uccide” chi patisce la fame.
Nella quotidianità si mettono in atto innumerevoli comportamenti che palesano una mancanza di sensibilità e di rispetto verso ciò che si ha, come accade per esempio quando si fa la doccia lasciando l’acqua sempre aperta, e sperperando così una risorsa naturale fondamentale. Pensate che mediamente una famiglia europea consuma all’incirca 200 litri d’acqua al giorno, mentre per esempio le famiglie africane più “fortunate” possono utilizzarne una quantità dieci volte inferiore.
La carenza d’acqua è il più preoccupante problema ambientale del pianeta, l’emergenza del nuovo millennio: il 40% dell’umanità vive in condizioni igieniche impossibili soprattutto per mancanza di risorse idriche, e un abitante della Terra su cinque non ha acqua potabile a sufficienza. Milioni di assetati lottano quotidianamente per conquistarsi il fabbisogno minimo biologico pro-capite per la sopravvivenza umana, che è di 5 litri d’acqua nelle 24 ore… e oltre un miliardo di persone beve acqua “non sicura”, con la conseguenza che ogni anno oltre tre milioni di nostri fratelli sono falcidiati dalle malattie trasmesse dall’acqua non potabile… tra di loro, ogni giorno, muoiono oltre 5 mila bambini. Di fronte a queste cifre, è raccapricciante pensare che in molti paesi del mondo una percentuale enorme d’acqua, pari ad oltre il 30/40% della quantità disponibile, venga dispersa dalle perdite nelle tubazioni e nei canali, e dagli allacciamenti abusivi.
Con questa terribile “fotografia” della realtà, ciascuno di noi ha l’obbligo morale di non contribuire a tanto scempio, imponendosi di fare tutto quanto è nelle sue possibilità per non sprecare questa preziosissima risorsa vitale, così da non essere corresponsabile delle sofferenze di tantissime persone che patiscono la sete. Pensate ai nostri bambini orfani dell’Aids nel Villaggio della Gioia del caro fratello Padre Fulgenzio Cortesi: devono quotidianamente fare i conti con questo gigantesco problema… e notate che loro stanno un po’ meglio rispetto a tanti altri in Africa. Cerchiamo quindi di essere sensibili, come dicevo, per non sprecare l’acqua nelle nostre case… ma non basta: attraverso la disciplina, occorre imparare sempre più ad onorare Dio nei preziosi elementi vitali dell’acqua, del cibo e della terra “La quale ci sostenta e governa, e produce diversi frutti con coloriti fiori ed erba”, come cantava il poverello d’Assisi. Occorre avere molto rispetto per quanti soffrono la sete… di questo immane problema ci si dimentica troppo facilmente, per cui aggiungo un altro esempio apparentemente banale oltre a quello della doccia: anche quando vi lavate i denti è spiritualmente importante che abbiate l’accortezza di non lasciare scorrere l’acqua inutilmente per tanto tempo. Questa è una forma di disciplina che è preghiera… appunto del rispetto e della memoria. In che cosa consiste la disciplina? Nel dare valore a ciò che si ha, per imparare a condividere con quanti hanno meno di noi e per riscoprire il valore della gratitudine verso Dio per ciò che abbiamo.
Condivisione e gratitudine… solo chi è grato sa condividere e farà qualcosa di concreto per tanti fratelli bisognosi di aiuto. Molti sono invece ben lontani da questa consapevolezza, e potete facilmente rendervene conto se pensate ad una situazione ricorrente: tantissime mamme sono proprio delle campionesse di generosità verso i figli, lavando, cucinando, stirando… ma questi ultimi sovente dimenticano l’importanza di chi hanno accanto. Eh sì, c’è chi capisce l’importanza di una persona che gli vuole bene e lo aiuta in ogni circostanza, solo quando per svariati motivi se ne deve separare. Analogamente Dio è sempre con voi… e voi invece spesso non comprendete l’importanza della sua onnipresenza dentro e fuori il vostro essere, in quanto non date il giusto valore alle “cose” del Signore, ovvero a Dio stesso che si manifesta anche nell’acqua, nel cibo, nell’aria che respirate.
Perché accade che vi sentite soli? Perché non avete ancora compreso che Dio è ovunque. L’avete dimenticato, Lo trascurate, non Lo apprezzate più… come spesso non si apprezza il genitore o il coniuge che fa tutto quello che può per i propri cari. Ecco uno dei motivi per cui esiste l’inquinamento: si è sempre più distratti e inconsapevoli che Dio è dappertutto e allora in un certo senso ci si separa da Lui. Così, priva di consapevolezza, l’umanità inquina la natura, si ammala e spreca il cibo, ma soprattutto succede una cosa molto grave: molti si sentono sempre più soli, le distanze si “allungano” e quindi percepiscono assai lontani coloro che soffrono di sete e di fame; troppi si chiudono in sé stessi rischiando di divenire sempre più egoisti. Sì… quell’egoismo che vuole tutto per sé, ti proibisce di condividere e ti illude di essere “impotente”, facendoti diventare sordo al grido di tanti disperati che muoiono. Non mi stancherò mai di ricordarvi che è necessario incominciare dalle famiglie, per educare il mondo ad essere sensibile verso questi problemi planetari… l’inquinamento, la fame, la sete… e quindi lo spreco che è una delle cause più sconvolgenti della povertà. Sembrano scontate queste riflessioni, eppure c’è ancora tanta “miseria interiore” in quell’essere umano che ha il coraggio di gettare nella spazzatura il pane quotidiano, Corpo di Dio. Lo ri-sottolineo: è come buttare via, in quel gesto dissacrante, interi popoli affamati… queste sono bestemmie contro lo Spirito Santo, contro la Giustizia e la Misericordia.

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