A morte la pena di morte
«Condanniamo a morte la pena di morte, con l’imputazione di orrendo crimine contro la vita, sacra e inviolabile. Niente e nessuno può giustificare l’uccisione di una persona!» — Swami Roberto
25 giugno 2007: L’Italia ha convinto l’Europa: i 27 ministri degli Esteri dell’Unione Europea finalmente hanno deciso all’unanimità di presentare una risoluzione sulla moratoria della pena di morte nella prossima assemblea generale dell’ONU che si terrà in autunno.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano è nuovamente intervenuto in proposito: «La campagna per l’abolizione della pena di morte è una battaglia fondamentale per il comune progresso civile e per la difesa dei diritti umani, in cui l’Italia è fortemente impegnata».
«Nel 2006», ha ricordato Napolitano, «abbiamo rilanciato la questione e la UE si è fatta promotrice di una dichiarazione di associazione alla moratoria, che è stata sinora sottoscritta da 93 Paesi».
Il Presidente ha anche auspicato che i Paesi africani vogliano essere al fianco dell’Europa nella campagna per la presentazione della risoluzione all’Assemblea generale dell’Onu.
15 novembre 2007: la Terza Commissione dell’Assemblea Generale dell’ONU ha approvato ad ampia maggioranza (99 Paesi a favore, 52 contrari e 33 astenuti) il testo della risoluzione per la moratoria della pena capitale nel mondo.
Si tratta di un passo storico che segna un punto di non ritorno nella lunghissima battaglia civile per porre fine all’ingiustizia e all’orrore della pena di morte. È necessario quindi continuare il nostro sostegno alla campagna per il trionfo di una cultura della vita e del rispetto dei diritti umani.
18 dicembre 2007: Il mondo dice «NO!» alla pena di morte.
L’Assemblea generale dell’ONU ha votato, oggi, (ERA ORA!) a favore della moratoria contro la pena di morte nel mondo: con 104 voti a favore, 54 contro e 29 astenuti.
Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha definito come «Un successo per l’Italia e l’Europa che hanno «fortemente voluto» la moratoria ONU sulla pena di morte». Adesso finalmente potrà iniziare un dibattito per arrivare all’abolizione totale.
Aderisci anche tu alla campagna internazionale promossa dalla Comunità di Sant'Egidio.
Inoltre puoi aderire all’appello promosso dall’organizzazione Nessuno tocchi Caino
Giustizia senza vendetta
Tratto da un discorso di Swami RobertoLa triste realtà purtroppo è fatta di tanti che credono nella «vendetta» della pena capitale e scandalosamente tra di essi non mancano molti che si proclamano credenti in Gesù Cristo. Di fronte a ciò, vien da chiedersi cosa significhi per queste persone il concetto cristiano del perdono… o anche quale sia la loro interpretazione delle parole con le quali il Signore Gesù esortava a non uccidere.
Il Cristo non ha mai giustificato la vendetta!
Invero quanti si dimostrano così intransigenti nel decretare la colpa altrui, senza lasciare alcuna speranza di redenzione alle vittime del loro inappellabile e cinico giudizio, neanche si rendono conto di quanto sono lontani dall’Amore misericordioso di Dio… e di quanto invece sostengono una forma d’odio e violenza camuffata da giustizia. Così facendo essi instaurano, purtroppo per loro, un profondo legame karmico con le persone uccise dall’ «ingiustizia» della giustizia. Chi anche solo ideologicamente avvalla la pena di morte, contribuisce infatti alle esecuzioni di quanti vengono giustiziati a seguito di leggi «civili» partorite da sistemi giuridici evidentemente alimentati da questa opinione sociale. Pertanto l’esecuzione di un condannato a morte è attuata non soltanto dal boia che materialmente la compie, ma anche da tutti coloro che, in misura più o meno forte e in qualsiasi parte del mondo, sostengono questa animalesca idea collettiva. E come dicevo prima, molti così caricano il proprio karma individuale di tale tremendo fardello, rendendosi corresponsabili di un karma sociale auricamente molto pesante, che sul piano invisibile comporta inevitabilmente degli effetti.
Se anche un uomo soltanto potesse essere condannato, senza permettergli la speranza e la possibilità di rimediare, sappiate che la redenzione sarebbe una menzogna e la vita una mostruosa ingiustizia.